
Mi ritrovo qui.
Ad essere tutto ciò che non vorrei. Fragile,indecisa,vulnerabile.
Mi sembra di andare indietro piuttosto che avanti. Mi sembra che il tempo si sia cristallizzato e io,nel limbo,non sappia cosa fare.
Un passo avanti e due indietro. Tre indietro e uno avanti.
Mente – cuore,cuore-mente,ragione-sentimenti,sentimenti- ragione.
E non capire. Perchè tutto è così difficile.
Perché cuore e ragione sono in così estremo disaccordo.
E aspettare .Diventare la maga dell’aspettare,proprio tu che l’odiavi più di ogni altra cosa.
Ora non ti rimane altro.
E allora aspetti. Aspetti un gesto. Aspetti un cenno. Aspetti che ritorni,tanto ogni volta lo fa.
Ma in mano hai sempre meno.
Sempre più delusioni,sempre più lacrime. Evanescenti. Dopo qualche istante non ci sono più tra le tue mani. Le lacrime evaporano,la delusione si insidia lì dove nessuno può vederla.
E cominci a desiderare che non torni più. Così da renderti tutto meno difficile. Così da lasciarti essere codarda e non lottare ancora contro quel cuore testardo che,incosciente,non vuole saperne di smettere.
Ecco,anche codarda sono diventata.
Champagne.
E comincio a odiarmi. Comincio a vergognarmi di quello che provo.A vergognarmi del modo in cui mi comporto. A vergognarmi del modo in cui reagisco. A vergognarmi del modo in cui non riesco ad allontanarmi da te. A vergognarmi del modo in cui sono dipendente da te. A vergognarmi del modo in cui ti amo ormai. A vergognarmi del modo in cui lascio che prenda il sopravvento.A vergognarmi del modo in cui,un solo attimo dopo, lo nascondo.
E ogni parola è quella sbagliata.
E ogni mossa è quella sbagliata.
E ogni istante precipitiamo sempre più giù.
Ma un noi,poi,c’è?C’è stato mai?
Tu sembri tanto Alice nel paese delle meraviglie in versione maschile che si comporta come se nulla fosse.
E’ così semplice,no? E’ semplice quando il cuore non dice niente. Quando non pulsa. Quando se pulsa è solo un fastidio in più. Quando non si vuole sentire.
E io sembro tanto la voce che riporta Alice alla realtà. Gli occhi prima o poi vanno aperti. Nessun sogno dura per sempre. Nemmeno nessun incubo per fortuna.
Vorrei semplicemente la realtà. La concretezza. La stabilità. Basterebbe poco.
Non sono mai stata brava ad andare avanti come se nulla fosse successo. La mia unica soluzione è stata sempre e solo scappare. Ma le scarpette,con te,sembrano inchiodate a terra. Perfetto. Sempre meglio.
E una soluzione non c’è.
Tu vuoi rimanere nel paese delle meraviglie. Di venire da me non ne vuoi sapere. Di darmi le certezze di cui ho bisogno,ancora meno.
Devo essere io a venire là. Devo essere io ad accontentarmi di quel poco che ormai mi dai. Devo essere io a lasciare che tu mi faccia ancora male. E ancora e ancora.
Io voglio rimanere qui. Non sono pronta per i sogni ora. Non reggerei il loro distacco con la realtà.
Non posso continuare fingendo che tutto vada bene tra noi.
Ci incontriamo a metà strada?
Sembra non esserci.
Prendi la mia mano,vorresti trattenermi con te,eppure la presa è così debole.
Sfilo le scarpe,se loro sono inchiodate qui non significa che anche io debba farlo. Mi libero dalla presa,impresa troppo facile,nessuna resistenza. E riprendo a fare l’unica cosa che sono in grado di fare:scappare. Il passo è meno veloce. L’affanno si fa sentire sempre più,maledette sigarette. Le lacrime inondano i miei occhi appannando la vista. Ma devo andare fino in fondo. Si,tornerò a casa e tutto questo sarà stato solo un sogno. E il petto farà meno male. E il suo pensiero non pulserà in ogni dove. Cancellerò ogni segno.
E forse lui verrà. Verrà per convincermi che devo andare con lui. Verrà perché è questo il suo ruolo. Verrà senza capire che sarebbe bastato poco. Verrà senza capire che non lo vuole davvero. Dirà una parola o due,senza convinzione,senza entusiasmo,dopodichè andrà via,convinto di averci provato,convinto che io non lo ami.
Inutile spiegare. Non servirebbe.
Io lo lascerò andare,pieno di quelle convinzioni,spiegando quello che avrei voluto e non c’era,quello che è stato ma non sarà.
Sarò spietata.
Lo guarderò con uno sguardo convinto e spento,nessun cedimento visibile e gli spiegherò che è finita.
Sarebbe di secondaria importanza dirgli che lo amo.
Sarebbe di secondaria importanza dirgli che sarà terribile.
Sarebbe di secondaria importanza dirgli che mi mancherà da morire.
Si arriva in un punto in cui,a volte,dobbiamo fare necessariamente la cosa giusta. Per noi stessi. Per quello che siamo stati. Per quello che siamo. Per quello che saremo.
Si arriva in un punto in cui,a volte,ci rendiamo conto che l’amore non basta. Amare qualcuno non lo tratterrà a noi. A volte bisogna solo lasciar andare.
Si arriva in un punto in cui,a volte,ci rendiamo conto che aspettare non serve. Il tempo non sempre ci da le risposte che vorremmo. Le persone,poi,ancora meno.
Si arriva in un punto in cui,a volte,dobbiamo accettare la realtà. Che una persona non fa per noi. Che finisce e finirà costantemente con il ferirci,anche senza volerlo. Che non capirà mai il perché.
E lui,dopo le tue parole,dopo il tuo sguardo,senza battere ciglio ,andrà via.
E’sempre stato troppo cieco per accorgersi realmente di te. Per guardarti e per vederti per ciò che realmente eri. Per vedere il male che ti fa pronunciare ogni parola. Per il modo in cui speri che opponga resistenza anche con un semplice no,un semplice ma.
Andrà via,pieno di sé e di risposte,convinto del tuo poco interesse e del suo comportamento.
Non capirà. Probabilmente non capirà mai.
Ti auguro di scrivere la tua favola. Purtroppo non sono io la tua principessa.