La mia ragione

5 Maggio 2009 Nessun commento

 

"Ti amo. Ti ho amato fin dal primo momento, penso di averti amato da quando al mondo esiste l’amore. Amo la tua voce. Amo il tuo viso. Amo le tue mani. Amo tutto ciò che fai, e amo il modo in cui lo fai. Quando mi tocchi è come una magia. Amo il tuo modo di ragionare, e le cose che dici. E anche se tutto quello che ti ho appena detto è vero, non riesco a capire, né a spiegare il mio amore. Ti amo e basta. Ti amo con tutto il cuore. Mi dai una ragione per vivere. Mi dai un motivo per amare il mondo."

Come se bastasse il cielo

29 Marzo 2009 2 commenti


  "E intanto guardo questo amore ke si fa sempre più vicino al cielo, come se dopo tanto amore bastasse ancora il cielo…"

Commossa di te

5 Febbraio 2009 Nessun commento

 

"Sto ferma immobile:sono commossa di te"

(Vivian Lamarque)

 

Sto ferma,ti guardo,ma non riesco a sostenere il tuo sguardo.

Vorrei incidere tutto perfettamente nel cuore:il tuo sorriso obliquo,la linea dei capeli,la punta delle tue orecchie.

Vorrei toccarti,seguire le linee del tuo viso,lievemente,con la mano.

Ma non lo faccio:sono ferma,immobile nel mio incantesimo,sono commossa di te.

 

Finalmente….

11 Gennaio 2009 Nessun commento

Forse è l’ennesimo sbaglio.

Forse è l’ennesimo abbaglio.

Forse è l’ennesimo fuoco di paglia.

Ma io voglio crederci.Ma io ci credo.

Ed è speciale.Ed è nuovo.Ed è sorprendente.Ed è entusiasmante.Ed è dolce.Ed è terribilmente perfetto.

Ed è diverso.Perchè io lo sento.

Da come mi prende le mani.Da come sorride.Da come mi cerca e da come mi prende.

Lui è diverso. Stavolta è diverso.
Ed è la prima volta che le mie sensazioni vanno dalla stessa parte del cuore.E fa ancora più paura.Perchè potrebbe fare male il doppio però per la prima volta non ci penso.E questo fa ancora più paura. Io così controllata,così preoccupata.Sempre.Ora,invece,ho il cuore sgombro di paure.Forse perchè non potrebbe varlere di più la pena.

So che sono felice.FINALMENTE.

 

Passerà…

6 Dicembre 2008 1 commento

 

Tic. Tic. Tic. Tic

Piove.

Incessantemente.

Ripetutamente.

Tic-Tic-Tic-Tic-Tic-Tic-Tic-Tic.

Non so perchè ma questa pioggia sembra tanto il tuo pensiero.

Che batte. Tic. Bussa. Tic-Tic. Anzi toc-toc,c’è nessuno?

E qualcuno c’è ma vorrebbe tanto non aprire.

E qualcuno c’è ma non può aprire.

Può rimanere dentro finchè non smetterà di piovere.

Può barricarsi in casa in modo da non bagnarsi.

Può non aprire.

Ma quel rumore non può fermarlo.

Tic.Tic.Tic.

Incessante.

Imperterrito.

Continua a bussare.E tu vorresti urlare perché non puoi aprire.

Non vuoi aprire. A quel pensiero.Quel pensiero.Lui.

Bum.Bum.Bum.

Il rumore è sempre più forte,si fa assordante.

Perfora timpani,cervello,sensi,idee.

Il tempo sembra dilatarsi in un attimo.

Il rumore si fa insopportabile.

Vuole entrare.Prepotentemente come ha sempre fatto.

Nell’unico modo in cui lo sa fare:        

        Sfinendomi;

          Distruggendomi;                                                                                                                                 Annientandomi.

E,ascoltando bene,non sta bussando.

Sta solo provando ad entrare. Sta spingendo.

Sempre più forte.

Sempre più veloce. Sempre più spesso.

Ad intervalli sempre più brevi.

Sembra cibarsi della mia forza:più mi sfinisce più il rumore è sordo.

Più mi ribello più è prepotente.

E capisco che forse restare chiusa dentro non è la soluzione.

E allora spalanco la porta e corro verso la pioggia.

Meglio l’acqua che il rumore.

L’acqua scroscia sul mio corpo.E mi lascio bagnare.

E mi abbandono a quel pensiero che così mi terrorizza,che così mi spaventa,che mi rende così inerme senza rendermi conto che,alla fine,non è altro che un ricordo.

E mi abbandono a quel RICORDO.

E sa di te. Forse un po’ più di me. Dei miei sogni.

Delle mie aspettative. Della mia idea di te.

Tu, il principe.

Tu, l’amore.

Tu, la concretezza.

Tu, la realtà.

Tu, finalmente.

Per dirla alla Max Pezzali "e poi finalmente tu…"

Ma la pioggia si infittisce e, come la realtà ,distrugge quel nostalgico ricordo.

Tu,l’orco.

Tu ,l’illusione.

Tu, l’inconsistenza.

Tu,la finzione.

Tu,finalmente basta.

E la pioggia si placa.E io sono tutta bagnata ma poco importa.

Me la caverò con un raffreddore.

Si,Passerà.

Io sono di Legno

21 Settembre 2008 1 commento

Il legno sembra fermo,ma è sottoposto a pressioni interne che lentamente lo spaccano. La ceramica si rompe,fa subito mostra dei suoi cocci rotti. Il legno no,finchè può nasconde,si lascia torturare ma non confessa.

Io sono di legno.

 

Giulia Carcasi

Ciò che conta

21 Settembre 2008 Nessun commento

Quando hai appena rotto con qualcuno, certe strade, certi luoghi, perfino certe ore del giorno sono da evitare, la città diventa un campo di battaglia deserto, pieno zeppo di mine emotive. Devi stare molto attento a dove metti i piedi se non vuoi finire a pezzi.

 

 

(…) Dovevamo per forza dimenticare un ex lentamente e dolorosamente? O avremmo dovuto ignorare tutti i sentimenti negativi e tuffarci di nuovo nel gioco?

(…) Non conta chi ti ha spezzato il cuore ho quanto tempo ci vuole per guarire, non ce la farai mai senza le tue amiche….

Vado via….

9 Agosto 2008 Nessun commento


Mi ritrovo qui.

Ad essere tutto ciò che non vorrei. Fragile,indecisa,vulnerabile.

Mi sembra di andare indietro piuttosto che avanti. Mi sembra che il tempo si sia cristallizzato e io,nel limbo,non sappia cosa fare.

Un passo avanti e due indietro. Tre indietro e uno avanti.

Mente – cuore,cuore-mente,ragione-sentimenti,sentimenti- ragione.

E non capire. Perchè tutto è così difficile.
Perché cuore e ragione sono in così estremo disaccordo.

E aspettare .Diventare la maga dell’aspettare,proprio tu che l’odiavi più di ogni altra cosa.

Ora non ti rimane altro.

E allora aspetti. Aspetti un gesto. Aspetti un cenno. Aspetti che ritorni,tanto ogni volta lo fa.

Ma in mano hai sempre meno.

Sempre più delusioni,sempre più lacrime. Evanescenti. Dopo qualche istante non ci sono più tra le tue mani. Le lacrime evaporano,la delusione si insidia lì dove nessuno può vederla.
E cominci a desiderare che non torni più. Così da renderti tutto meno difficile. Così da lasciarti essere codarda e non lottare ancora contro quel cuore testardo che,incosciente,non vuole saperne di smettere.

Ecco,anche codarda sono diventata.

Champagne.

E comincio a odiarmi. Comincio a vergognarmi di quello che provo.A vergognarmi del modo in cui mi comporto. A vergognarmi del modo in cui reagisco. A vergognarmi del modo in cui non riesco ad allontanarmi da te. A vergognarmi del modo in cui sono dipendente da te. A vergognarmi del modo in cui ti amo ormai. A vergognarmi del modo in cui lascio che prenda il sopravvento.A vergognarmi del modo in cui,un solo attimo dopo, lo nascondo.

E ogni parola è quella sbagliata.

E ogni mossa è quella sbagliata.

E ogni istante precipitiamo sempre più giù.

Ma un noi,poi,c’è?C’è stato mai?

Tu sembri tanto Alice nel paese delle meraviglie in versione maschile che si comporta come se nulla fosse.

E’ così semplice,no? E’ semplice quando il cuore non dice niente. Quando non pulsa. Quando se pulsa è solo un fastidio in più. Quando non si vuole sentire.

E io sembro tanto la voce che riporta Alice alla realtà. Gli occhi prima o poi vanno aperti. Nessun sogno dura per sempre. Nemmeno nessun incubo per fortuna.

Vorrei semplicemente la realtà. La concretezza. La stabilità. Basterebbe poco.

 Non sono mai stata brava ad andare avanti come se nulla fosse successo. La mia unica soluzione è stata sempre e solo scappare. Ma le scarpette,con te,sembrano inchiodate a terra. Perfetto. Sempre meglio.

E una soluzione non c’è.

Tu vuoi rimanere nel paese delle meraviglie. Di venire da me non ne vuoi sapere. Di darmi le certezze di cui ho bisogno,ancora meno.

Devo essere io a venire là. Devo essere io ad accontentarmi di quel poco che ormai mi dai. Devo essere io a lasciare che tu mi faccia ancora male. E ancora e ancora.

Io voglio rimanere qui. Non sono pronta per i sogni ora. Non reggerei il loro distacco con la realtà.

Non posso continuare fingendo che tutto vada bene tra noi.

Ci incontriamo a metà strada?

Sembra non esserci.

Prendi la mia mano,vorresti trattenermi con te,eppure la presa è così debole.

Sfilo le scarpe,se loro sono inchiodate qui non significa che anche io debba farlo. Mi libero dalla presa,impresa troppo facile,nessuna resistenza. E riprendo a fare l’unica cosa che sono in grado di fare:scappare. Il passo è meno veloce. L’affanno si fa sentire sempre più,maledette sigarette. Le lacrime inondano i miei occhi appannando la vista. Ma devo andare fino in fondo. Si,tornerò a casa e tutto questo sarà stato solo un sogno. E il petto farà meno male. E il suo pensiero non pulserà in ogni dove. Cancellerò ogni segno.

E forse lui verrà. Verrà per convincermi che devo andare con lui. Verrà perché è questo il suo ruolo. Verrà senza capire che sarebbe bastato poco. Verrà senza capire che non lo vuole davvero. Dirà una parola o due,senza convinzione,senza entusiasmo,dopodichè andrà via,convinto di averci provato,convinto che io non lo ami.

Inutile spiegare. Non servirebbe.

Io lo lascerò andare,pieno di quelle convinzioni,spiegando quello che avrei voluto e non c’era,quello che è stato ma non sarà.

Sarò spietata.

Lo guarderò con uno sguardo convinto e spento,nessun cedimento visibile e gli spiegherò che è finita.

Sarebbe di secondaria importanza dirgli che lo amo.

Sarebbe di secondaria importanza dirgli che sarà terribile.

Sarebbe di secondaria importanza dirgli che mi mancherà da morire.

Si arriva in un punto in cui,a volte,dobbiamo fare necessariamente la cosa giusta. Per noi stessi. Per quello che siamo stati. Per quello che siamo. Per quello che saremo.

Si arriva in un punto in cui,a volte,ci rendiamo conto che l’amore non basta. Amare qualcuno non lo tratterrà a noi. A volte bisogna solo lasciar andare.

Si arriva in un punto in cui,a volte,ci rendiamo conto che aspettare non serve. Il tempo non sempre ci da le risposte che vorremmo. Le persone,poi,ancora meno.

Si arriva in un punto in cui,a volte,dobbiamo accettare la realtà. Che una persona non fa per noi. Che finisce e finirà costantemente con il ferirci,anche senza volerlo. Che non capirà mai il perché.

E lui,dopo le tue parole,dopo il tuo sguardo,senza battere ciglio ,andrà via.

E’sempre stato troppo cieco per accorgersi realmente di te. Per guardarti e per vederti per ciò che realmente eri.  Per vedere il male che ti fa pronunciare ogni parola. Per il modo in cui speri che opponga resistenza anche con un semplice no,un semplice ma.

Andrà via,pieno di sé e di risposte,convinto del tuo poco interesse e del suo comportamento.

Non capirà. Probabilmente non capirà mai.

 

Ti auguro di scrivere la tua favola. Purtroppo non sono io la tua principessa.

Mi manca

3 Agosto 2008 1 commento

Mi manca.

Mi manca come il sale nella pasta.

Mi manca come il ghiaccio nel vino caldo.

Mi manca come lo zucchero nel caffè.

Ma non glielo dirò e non lo darò a vedere.

Ogni giorno mi mancherà di meno.

Io sono di Legno-Giulia Carcasi

Un altro passo ancora…

27 Aprile 2008 1 commento

17/04/08

 

A volte basta poco.

Basta uno sguardo accattivante. Basta una parola giusta al momento giusto.Basta vederlo sorridere e sentire la terra mancare sotto i piedi.

Basta quella dolce e allo stesso tempo decisa aria di sfida. Basta una carezza. Basta la scossa di un contatto.

Basta poco.

 

"Tu mi sorridi e so che sei quello che voglio…."

 

E hai dato le chiavi del tuo cuore a qualcuno che non sa nemmeno di averle,che non capisce nemmeno cosa siano e perchè le ha in mano.In mano a qualcuno che ci giocherella ,che le lascia dove capita,che non ne ha cura.

 

…Quelle persone che per un motivo inspiegabile e misterioso ti agganciano e non riesci a lasciare finchè non ti distruggono e ti fanno in mille pezzi.Quelle persone alle quali diamo un’importanza enorme:pendiamo dalle loro labbra, dal loro giudizio.Basta una parola negativa e tutti i complimenti che ci hanno fatto fino a quel momento non hanno più valore. Hanno il potere di annientarti con un sola parola.Sono relazioni che non riesci a gestire;razionalmente capisci che ti fanno male, ma non puoi liberartene perchè nascono in te le stesse dinamiche mentali di un tossicodipendente…

 

E ti domandi come abbiano fatto a finire lì.

E vorresti riaverle indietro,è tardi,devi tornare a casa ma senza chiavi non sai come fare.

Lui le prende,le posa,le lancia,le afferra al volo,poi le lasca cadere,le getta,le riprende,le nasconde e tu non riesci più a stargli dietro,sei stanca di giocare e cominci a credere che a casa non tornerai più.

Provi a sfruttare un momento di distrazione per sottrargliele ma lui,ormai,sembra averci preso gusto,sembra un bambino che ha appena ricevuto un giocattolo e proprio non vuole staccarsene,deve prima stancarsene per poterlo restituire,non vuole ridartelo.

Forse è solo uno dei suoi soliti giochi,magari basterà fingere di non volerle e lui magari te le restituirà,la psicologia inversa funziona sempre.

O forse sei solo tu che ,infondo,vorresti semplicemente che ci smettesse di giocare,che si prendesse cura di loro e di te e varcasse con te la soglia di casa.

 

Una finestra che fischia è la voglia che abbiamo di una persona,di vederla scavalcare ed entrarci nella stanza. Le finestre siamo noi a chiuderle male,le lasciamo mezze aperte quando aspettiamo il ritorno di qualcuno.

 

Sogni su sogni.

Speranze su speranze.

 

"La lacerante distanza…tra fiducia e illudersi…"

 

Ma poi succede qualcosa.

Si,perchè a volte basta poco,altre volte basta ancora meno,altre ancora serve molto di più.

Ma infondo ciò che conta è il risultato.

E basta trovare quelle chiavi a terra. Basta vedere quel sorriso spegnersi. Basta un saluto fugace. Basta una parola rubata. Basta una brutta verità scoperta senza nemmeno volerlo . Basta vederlo fuggire. Basta vederlo aprire un’altra casa con altre chiavi in mano.

E capisci.

E apri gli occhi.

E vuoi tornare a casa.

E non hai altra scelta.

 

Ogni persona ha limiti che non possono essere oltrepassati.

 

E forse ci hai messo un po’ troppo,forse avresti dovuto capirlo prima,forse hai perso troppo tempo ad inseguire lo stesso bagliore.

Ma hai capito che poco importa come ,se con o senza chiavi,DEVI tornare a casa.

E non importa se qualcuno ti aprirà o se dovrai forzare la serratura.

Se dovrai scavalcare o se troverai aperto.

Sarai a casa.

Come quando da piccola giocavi ad "acchiappa- acchiapparello" e c’era quel luogo magico e fatato dove nessuno poteva più prenderti o toccarti ,lì dove eri al riparo,lì dove avevi asilo politico: la tana. Bastava raggiungerla e nessuno poteva più prenderti. Avevi il tempo di prendere fiato e coraggio e dopo eri pronta a riaffrontare tutti e vincere. Anzi che dico vincere,stra- vincere.

Ecco.Casa è la tua tana. Lì non potrà toccarti. No.Non ci riuscirà. E basterà cambiare serrature per impedirgli di usare quelle chiavi.

A lui e a chiunque altro le possa trovare. Basterà anche questa volta poco. Qualche passo. Basterà non alzare lo sguardo e lasciarsi incantare da quegli occhi che sono il tuo canto delle sirene.

 

"Davanti a lui spariva.Rosa senz’acqua, pulcino dimenticato nel nido,walkman dalle pile scariche…."

 

Basterà arrivare a casa. E sarà tutto più facile. Avrai una nuova serratura,nuove chiavi.

Qualche passo solamente.Sei quasi arrivata.

Basta poco. Un altro passo ancora e sarai a casa.